Siamo proprio sicuri?: Favole

London life

La via parellela a dove vivo...È così british, è così lontana e vicina allo stesso tempo.

Madrid

Come non si può innamorarsi di un città come Madrid? Estás en mi corazón, siempre!

Napoli

Forse uno dei posti dove ho mangiato meglio!

Zaragoza

Il mondo è bello perché possa fare foto stupide ovunque

Budapest

Assaggiate il Kurtőskalács!

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sabato 24 settembre 2011

Like Snape.

@Iris: Questo è il famoso post incriminato che non avevo coraggio di pubblicare. Adesso ce l'ho, fanchiul' il resto :) Il prossimo post sarà allegro, promesso! :D

Sapete cosa, mi sono rotto le palle, l'ho capito da poco e già mi scassa parecchio non dirlo a nessuno.
Sono innamorato di un ragazzo, e onestamente, non mi interessa delle vostre convinzioni socio-religiose-morali e stronzatine varie.
E sto bene così, a quanto pare provo attrazione per entrambi i sessi e vivo la mia vita tranquillamente. L'unica pecca? Bé, lui non ricambia... Amen, mi sta bene così, è pur sempre un mio grande amico, meglio averlo in un modo che non averlo proprio.
Non sono mai stato così male per una persona, non credevo fosse possibile dipendere ciecamente dall'umore di qualcun'altro, trovavo incredibilmente sciocca tutta quella gente che si fa condizionare dal partner e mi pareva impossibile provare un simile sentimento. Ma è capitato, è successo, il mio cervello ha avuto l'ardire di farmi capire cosa vuol dire amare qualcuno in maniera differente.
Che sensazione di merda! La odio, la trovo sciocca...eppure non ne posso fare a meno:
Mi sveglio la mattina, e sei lì.
Mi guardo allo specchio, e sei lì.
Guardo la televisione, e sei lì.
Accendo il computer, e sei lì.
Vado a dormire, e sei lì.
TOGLITI DALLE PALLE OGNI TANTO!
Non dormo bene, perdo capelli, non studio e a volte ho voglia di morire. Chi è che ha omologato i sentimenti umani? No perché penso abbia fatto dei grandi errori, uno dovrebbe sentirsi bene sapendo di amare qualcuno, non male!
Fortuna che ho amici che mi supportano, non so come farei senza di loro...
Però a volte mi sento come Piton. Ho un rapporto difficile con mio padre, non sono tutta questa bellezza e quella che dovrebbe essere una delle mie migliori amicizie, è purtroppo qualcos'altro. Porto avanti questa cosa in silenzio, ti vedo morire per fatti tuoi e cerco anche di consolarti; abbiamo le nostre grandi differenze, ma solo quelle piccole cose che abbiamo in comune che ci legano e ci legheranno sempre. Io sono uno sconfitto, proprio come lui, però ho avuto la faccia di dichiararmi, il coraggio di dirtelo in faccia...sì, è vero, ti faccio credere sia una cosa leggera, una cosa fisica. Non è così, io sono innamorato di te, io ho bisogno di te. Amo semplicemente guardarti, fissare i tuoi occhi, guardare il tuo sorriso un po' sbilenco; amo quando poggi il portafoglio sul tavolo, come fosse un peso insostenibile da sopportare; amo quei nei che ti formano una y specchiata sulla tua schiena, quegli orribili punti neri che ti ostini a tenere sul lato del naso. Amo i tuoi capelli, le tue mani piccole, la tua voce, le volte che ti metti a cantare infischiandotene se la gente ti guarda; amo quando sorridi per me, quando metti le canzoni che piacciono ad entrambi in macchina. Amo guardarti dormire, con quell'espressione da bambino che non sai neanche di fare; amo le tue spalle,  il tuo essere diverso dagli altri...Amo quando fai finta di non sapere che non ho dormito, quando ti ostini a non prendere i soldi per la benzina, quando mi scarrozzi in giro e sopporti i miei silenzi. Amo quando la tua barba fa attrito contro le mie guance, magari irritandomi anche la pelle. Vorrei ogni volta non dovermi staccare, poter rimanere lì, contro di te, a sentire il tuo calore, il tuo odore...

Te l'ho già detto no? Per ogni giorno che mi sopporti, che mi sorridi, che mi mandi a fanculo, che mi scarrozzi, che mi ospiti, che mi ascolti...
Sei la mia Lily, in questo caso il Mio, sei ciò per cui vado avanti e ciò per cui non mi muovo, sei il bene che mi trasmetti ed il male che non sai di farmi.
Sogno di averti accanto ogni giorno, ogni notte, ogni minuto; sei il motivo per il quale ho sempre voglia di piangere e la tenacia di trattenere le lacrime. Sei la persona che amo di più e che detesto di più.
Sei la mia contraddizione preferita.
Ho il terrore di chiudere la chat di Facebook quando ti disconnetti, ti lascio lì, in attesa di quel pallino verde e magari di un saluto da parte tua.
In tutto questo sono anche corretto, e forse non dovrei, ho la tua password, lo sai, l'abbiamo cambiata insieme quando ti hanno hackato l'account; ricordi? Mi hai anche chiamato per dirmi di averla nuovamente cambiata; eppure non mi sono mai permesso di entrare, mai, preferisco tenermi il dubbio che sapere cosa pensi realmente di me. Anche quando fai finta di non ricordare la mia...so che la sai, e so che neanche tu ti permetteresti di entrare, neanche ora che sai a grandi linee cosa provo per te.

Ti chiedo sincerità e la ottengo. A volte fa male, a volte preferirei avere un coltello conficcato nel cuore, piuttosto che sentirti parlare delle tue fiamme; però lo faccio, te lo chiedo io, voglio essere un buon amico, voglio continuare ad avere questo rapporto di reciproca sincerità...mi spiace solo non poterti dire che ti amo, ogni giorno di più, ogni minuto sempre più intensamente. Mi spiace, mi spiace davvero, e non per il fatto che sono solo, ma perché potrebbe intaccare quello che siamo, quello che per 10 giorni non siamo stati; quei dieci giorni in cui non hai potuto dirmi di te, per paura di ferirmi. Feriscimi, continua a ferirmi, dilaniami ti prego, ma non smettere di confidarti con me, ne ho bisogno più dello star bene.

venerdì 22 aprile 2011

Italo-americani

È un flagello che affligge l'umanità da oltre un secolo: parlo degli italo-americani! Quegli ibridi che popolano il mondo.
-Loro non sono umani-
 Scherzi a parte, ho notato che nell'immaginario collettivo americano, l'immigrato italiano, e rispettivi figli, sono rappresentato con canoni assurdi.
Si possono dividere in 3 grandi categorie:
  • Italo-americani napoletani
  • Italo-americani siciliani
  • Italo-americani VIP
Nel primo caso, il soggetto è in genere un libanese con i baffi spacciato per italiano: carnagione troppo scura, baffi troppo folti, altezza media di circa due mele e poco più, e accento napoletano fintissimo.Peli sul petto e riga da idraulico sono necessari per appartenere a questa categoria. Sono i tipici pizzettari, perché per gli americani Dop, SOLO i napoletani fanno la pizza, nel resto d'Italia le pizzerie non esistono. Se non sono pizzaioli, allora sono ladri, o idraulici ovviamente; nel più dei casi la cosa coincide.Non si sa bene il motivo, ma quando preparano la pizza devo per forza baciarsi le dita ed esclamare: -è nu babba!- 

I secondi presentano invece un'altezza media normale, capelli più neri del nero, in genere ricci o comunque ingestibili, nasone e accento incomprensibile agli stessi siciliani. L'occupazione tipica di questa specie è ovviamente la mafia. Gli Italo-americani siciliani, che a volte comprendono anche gente di Calabria e dintorni, spacciano droga, portano anelli d'oro a 24 K grandi come una noce, completo scuro e pistola infilata anche dove non batte il sole...a meno che non siano dei frequentatori di spiagge nudiste, e allora tutto cambia!
Se non sono Mafiosi, hanno comunque degli atteggiamenti malavitosi. Tipica la coppola in testa e il capello impomatato. 

La terza ed ultima categoria, è la più vasta. Comprende celerità come Veronica Ciccone, Al Pacino, Angeilna Germanotta, Martin Scorsese, Robert De Niro e tanti altri.
Non importa quando siano italiani, o da dove vengano; sono quegli italoamericani che hanno un passato burrascoso alle spalle, come la sindrome dell'unghia incarnita! Una debilitante malattia che colpisce questi poveri cristi fin dall'infanzia. 
Hanno sconfitto la povertà con la loro arte. Hanno combattuto per la loro vippaggine celebrità! Insomma, hanno trovato un agente con i controtesticoli, o con le controovaie, e sono improvvisamente diventati famosi. 
Il partciolare di questi personaggi, è il tentare inutilmente a ficcare parole italiane a buffo durante interviste o esibizioni. Con scarsi risultati bisogna precisare.
Però...loro sono italoamericani VIP, sono quelli che hanno il tipico genitore idraulico, pizzaiolo o mafioso. Sono quelli che sono riusciti a superare l'italianità!
Mavvaffanculo va!

Poi mi chiedo perché voglio andarmene dall'Italia. La considerazione degli italiani a l'estero fa davvero raccapricciare. 
Prima o poi lo farò anche io, sì. Cambio nome in Harry Money ed inizio a diffondere il verbo che gli italiani non sono un popolo di libanesi pizzettari.





mercoledì 15 dicembre 2010

Invertiamo i sessi!

No, non dico dare una ramazza ai maschilisti e una cravatta alle casalinghe di 80 anni, uno perché il maschilista proverebbe a volarci, due perché la nonnetta stirerebbe la cravatta.
Voglio andare fuori schema, fuori da ogni logica e crearne una assurda.
Proviamo ad immaginare come sarebbero andate le cose se Grimilde fosse stato GrimildO. Ve lo immaginate un uomo che dice allo specchio: -Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più bello del reame?- Ma manco Narciso.
Io mi immagino una scena diversa.

-Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più dotato del reame?-



-Signore, voi siete certamente molto dotato, ma Bianco è cinque centimetri più dotato!-


E la storia cambierebbe drasticamente. Già il nome Bianconeve non sarebbe adatto, ci vuole qualcosa di altrettanto bianco sì, ma che rimanga in tema... Per ovvi motivi, chiameremo il protagonista semplicemente Bianco.
Il cacciatore, invece di portare il cuore, dovrebbe portare il pene del protagonista, al malvagio GrimildO, ma non potendo prendere quello del cervo, per problemi di dimensioni, ovvierebbe su quello di cavallo.
Ve lo immaginate Bianco che canta con i fringuelli mentre prepara una torta ai nanetti? Stravolgiamo, Bianco canta, ma in growl, i fenomeni da baraccone non sono nanetti, bensì nanette vogliose ed il principe azzurro diventa una principessa azzurra.
Passiamo alla fisionomia del protagonista. Biancaneve era parecchio gnocca, di carnagione chiara e i capelli color ebano. Il nostro eroe, diventa quindi gnocco, di carnagione chiara e i capelli color ebano abbastanza lunghi.
Orsù narriamo. Bianco scappò dal cacciatore, e si ritrovò in un'oscura foresta. Dopo mille peripezie, qualche canto disperato, giunse alla dimora delle nanette minatrici. Biancaneve decise di pulire casa e dormire. Bianco, decise invece di affittarsi un pornazzo! Una volta finito, decise di salire al piano di sopra, dove trovò sette lettini. Biancaneve cosa fece? Ci si adagio delicatamente. Bianco, che era molto più pratico, prese i materassi e li buttò per terra, formando un letto a misure umane. Strappò le tende dalle finestre, e ci si fece le lenzuola.
Ritornarono le nane!
Biancaneve era terrorizzata, come i nanetti, mentre Bianco, oltre ad essere divertito, propose una cosa a otto alle nanette, che accettarono volentieri. 

Passarono i giorni, e Bianco 'nzozzò casa peggio di una tribù di nibelunghi mezzosangue affamati. Invece di pulire con i cerbiatti, gli uccellini e gli opossum, decise di addestrarli. Al cervo insegnò a riportare la palla, agli uccelli a defecare in testa al malvagio GrimildO, agli opossum di spolverare con la loro coda e ai formichieri tutt'altra cosa.
GrimildO però scoprì l'arcano del cacciatore, decise quindi di travestirsi da vecchietto impotente, avvelenando una mela.
GrimildO giunse a casa dei nanetti.



-La vuoi una mela bel giovane?- 


-No, grazie, detesto le mele!-


E fu per questo che Grimildo dovette ripassare il giorno seguente con una cesta di frutta assortita.


-Oh, ancora il baldo giovine, lo vuoi un frutto?-


-Eh, ma non so se hai il frutto che voglio-


-Ma certo mio caro, qui c'è di tutto-


-Hai anche i Licis?-


Ed fu per questo, che Grimildo dovette ripassare ancora una volta il giorno successivo.
Terzo giorno. 


-T'ho portato una cesta di corbezzoli, o licis, chiamali come ti pare, ti bastano?-


-No, oggi ho voglia di avocado-


Grimildo accecato dalla rabbia, ficcò un licis avvelenato in gola a Bianco, facendolo cadere in un coma profondo. 
Soddisfatto, tornò a casa.


-Specchio, specchio dei miei stivali, chi è il più dotato del reame?-


-Bianco!-


-Ah Speeeeee, Bianco sta 'ncoma-


-Allora tu, mio signore-


Nel frattempo, le nanette tornarono a casa con la loro datrice di lavoro, la principessa azzurra. Trovato Bianco mezzo morto, in coma e con un licis tra trachea e esofago, decisero di metterlo in una bara di cristallo. Inutili furono i suggerimenti della principessa: -Ma qui dietro c'è l'ospedale, portiamolo all'ospedale!-
Quindi la principessa, di nascosto, decise di andare a trovare Bianco, aprì la teca di cristallo e ammaliata dal fascino del ragazzo, ci pomiciò con furore. Niente, il principe era ancora in coma. La ragazza baciò quindi il collo di Bianco. Ancora niente. Provò sullo sterno. Niente. Bacio dopo bacio, parte del corpo dopo parte del corpo, arrivò ai piedi del ragazzo. 


-Niente, niente, niente- 


Azzurra si rese finalmente conto che un bacio non poteva risvegliare una persona dal coma. Frustrata, e con la salivazione a zero, si incollò Bianco in spalla per portarlo all'ospedale. Secondo le cronache del villaggio, la principessa stremata fece cadere il ragazzo a terra. Per il trambusto della caduta, la trachea si liberò risvegliando Bianco immediatamente; la cartella medica dell'ospedale invece, spiegò dettagliatamente come ci vollero quattro operazioni per togliere il maledetto licis, e svariate settimane per eliminare il veleno con la dialisi.
Sta di fatto che vissero tutti felici e contenti, la principessa sposò Bianco, la nanette furono insignite del titolo di concubine reali e Grimildo, rosicando come un matto, decise di traslocare baracca e specchio in Giappone, dove almeno avrebbe avuto la sicurezza di essere il più dotato.

Fin.

mercoledì 8 dicembre 2010

Cara Cenerentola... (Lungometraggio Disney)

Il dubbio mi assale: per quale arcano motivo infingardo, Cenerentola non ha mai avvelenato le pietanze delle sorellastre e della matrigna? Spiegatemelo. Io dopo il primo mese di schiavitù le avrei come minimo accecate con un uno stuzzicadenti arroventato. Cara la mia protagonista, dopo tutte quelle angherie, in casa tua tra l'altro, invece di intonare "I sogni son desiseri", impugna un forcone e fai una strage delle non-innocenti, tanto nessuno nel regno sentirà la mancanza di quelle becere, il re ti insignirà addirittura del titolo "Gran cavaliera del reame: Colei che sconfisse le befane".
Un altro mistero avvincente, è il materiale delle scarpette. Che razza di materiale resiste al peso di una persona, più il vestito, che pesa come minimo il triplo di Cenerentola, per poi rompersi così, facendo mezzo metro di caduta, insufficiente perfino di sfondare un bicchiere? Cristallo tarocco?
O 'sta balorda c'aveva 'na controfigura anoressica pe'e scene della scarpetta, oppure 'na vorta sotto ar vestito, 'sta stronza ballava scarza.
Ancora meglio, le scarpette erano di alluminio trasparente, altro che Kirk e Spock, la Fata Turchina conosceva il segreto del super metallo trasparente secoli prima. Poi per un problema tecnico (la Fata Turchina deve aver litigato con il regista e portato via le scarpette per ripicca, difatti non appare più nel film) le calzature avveniristiche vennero sostituite con delle scarpe di infimo vetro, da qui la rottura delle suddette.
Ma il mistero più grande, è la grandezza del piede di Cinderella. Prendiamo come esempio la Lucianina Littizzetto (Messaggio subliminale: Prendi me, scegli me, lascia Davide, io sono carne fresca) che porta il 33 1/2, secondo me la scarpetta le va stretta, strettissima, come un 39 va stretto ad un 45. Che misura porti Cenerè? Il 28 e un decimo scarso?
Ultimo, ma non per importanza, il principino tutto d'un pezzo, che pare avere un bastone nello sfintere per come cammina; si innamora di Cenerentola solo perché è gnocca? Ma non ti vergogni, superficiale che non sei altro? Mo, senza toglierle niente, ma che ha di interessante? Piagnucola tutto il santo giorno, quando non lo fa canta come la Callas in preda ad una colica, ed è convinta di parlare con i topi, però è una splendida ragazza. 

Sicuro che sia la scelta giusta?!