Siamo proprio sicuri?: Adolescenti

London life

La via parellela a dove vivo...È così british, è così lontana e vicina allo stesso tempo.

Madrid

Come non si può innamorarsi di un città come Madrid? Estás en mi corazón, siempre!

Napoli

Forse uno dei posti dove ho mangiato meglio!

Zaragoza

Il mondo è bello perché possa fare foto stupide ovunque

Budapest

Assaggiate il Kurtőskalács!

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sabato 24 settembre 2011

Like Snape.

@Iris: Questo è il famoso post incriminato che non avevo coraggio di pubblicare. Adesso ce l'ho, fanchiul' il resto :) Il prossimo post sarà allegro, promesso! :D

Sapete cosa, mi sono rotto le palle, l'ho capito da poco e già mi scassa parecchio non dirlo a nessuno.
Sono innamorato di un ragazzo, e onestamente, non mi interessa delle vostre convinzioni socio-religiose-morali e stronzatine varie.
E sto bene così, a quanto pare provo attrazione per entrambi i sessi e vivo la mia vita tranquillamente. L'unica pecca? Bé, lui non ricambia... Amen, mi sta bene così, è pur sempre un mio grande amico, meglio averlo in un modo che non averlo proprio.
Non sono mai stato così male per una persona, non credevo fosse possibile dipendere ciecamente dall'umore di qualcun'altro, trovavo incredibilmente sciocca tutta quella gente che si fa condizionare dal partner e mi pareva impossibile provare un simile sentimento. Ma è capitato, è successo, il mio cervello ha avuto l'ardire di farmi capire cosa vuol dire amare qualcuno in maniera differente.
Che sensazione di merda! La odio, la trovo sciocca...eppure non ne posso fare a meno:
Mi sveglio la mattina, e sei lì.
Mi guardo allo specchio, e sei lì.
Guardo la televisione, e sei lì.
Accendo il computer, e sei lì.
Vado a dormire, e sei lì.
TOGLITI DALLE PALLE OGNI TANTO!
Non dormo bene, perdo capelli, non studio e a volte ho voglia di morire. Chi è che ha omologato i sentimenti umani? No perché penso abbia fatto dei grandi errori, uno dovrebbe sentirsi bene sapendo di amare qualcuno, non male!
Fortuna che ho amici che mi supportano, non so come farei senza di loro...
Però a volte mi sento come Piton. Ho un rapporto difficile con mio padre, non sono tutta questa bellezza e quella che dovrebbe essere una delle mie migliori amicizie, è purtroppo qualcos'altro. Porto avanti questa cosa in silenzio, ti vedo morire per fatti tuoi e cerco anche di consolarti; abbiamo le nostre grandi differenze, ma solo quelle piccole cose che abbiamo in comune che ci legano e ci legheranno sempre. Io sono uno sconfitto, proprio come lui, però ho avuto la faccia di dichiararmi, il coraggio di dirtelo in faccia...sì, è vero, ti faccio credere sia una cosa leggera, una cosa fisica. Non è così, io sono innamorato di te, io ho bisogno di te. Amo semplicemente guardarti, fissare i tuoi occhi, guardare il tuo sorriso un po' sbilenco; amo quando poggi il portafoglio sul tavolo, come fosse un peso insostenibile da sopportare; amo quei nei che ti formano una y specchiata sulla tua schiena, quegli orribili punti neri che ti ostini a tenere sul lato del naso. Amo i tuoi capelli, le tue mani piccole, la tua voce, le volte che ti metti a cantare infischiandotene se la gente ti guarda; amo quando sorridi per me, quando metti le canzoni che piacciono ad entrambi in macchina. Amo guardarti dormire, con quell'espressione da bambino che non sai neanche di fare; amo le tue spalle,  il tuo essere diverso dagli altri...Amo quando fai finta di non sapere che non ho dormito, quando ti ostini a non prendere i soldi per la benzina, quando mi scarrozzi in giro e sopporti i miei silenzi. Amo quando la tua barba fa attrito contro le mie guance, magari irritandomi anche la pelle. Vorrei ogni volta non dovermi staccare, poter rimanere lì, contro di te, a sentire il tuo calore, il tuo odore...

Te l'ho già detto no? Per ogni giorno che mi sopporti, che mi sorridi, che mi mandi a fanculo, che mi scarrozzi, che mi ospiti, che mi ascolti...
Sei la mia Lily, in questo caso il Mio, sei ciò per cui vado avanti e ciò per cui non mi muovo, sei il bene che mi trasmetti ed il male che non sai di farmi.
Sogno di averti accanto ogni giorno, ogni notte, ogni minuto; sei il motivo per il quale ho sempre voglia di piangere e la tenacia di trattenere le lacrime. Sei la persona che amo di più e che detesto di più.
Sei la mia contraddizione preferita.
Ho il terrore di chiudere la chat di Facebook quando ti disconnetti, ti lascio lì, in attesa di quel pallino verde e magari di un saluto da parte tua.
In tutto questo sono anche corretto, e forse non dovrei, ho la tua password, lo sai, l'abbiamo cambiata insieme quando ti hanno hackato l'account; ricordi? Mi hai anche chiamato per dirmi di averla nuovamente cambiata; eppure non mi sono mai permesso di entrare, mai, preferisco tenermi il dubbio che sapere cosa pensi realmente di me. Anche quando fai finta di non ricordare la mia...so che la sai, e so che neanche tu ti permetteresti di entrare, neanche ora che sai a grandi linee cosa provo per te.

Ti chiedo sincerità e la ottengo. A volte fa male, a volte preferirei avere un coltello conficcato nel cuore, piuttosto che sentirti parlare delle tue fiamme; però lo faccio, te lo chiedo io, voglio essere un buon amico, voglio continuare ad avere questo rapporto di reciproca sincerità...mi spiace solo non poterti dire che ti amo, ogni giorno di più, ogni minuto sempre più intensamente. Mi spiace, mi spiace davvero, e non per il fatto che sono solo, ma perché potrebbe intaccare quello che siamo, quello che per 10 giorni non siamo stati; quei dieci giorni in cui non hai potuto dirmi di te, per paura di ferirmi. Feriscimi, continua a ferirmi, dilaniami ti prego, ma non smettere di confidarti con me, ne ho bisogno più dello star bene.

lunedì 1 agosto 2011

E datemi delle pinze...

Accidenti, volevo postare almeno un secondo post entro luglio, ma niente. Tra un problema e l'altro non ci sono riuscito; o per meglio dire, tra una pigrizia e l'altra.
Ho finito la mia mole esorbitante di esami, uno l'ho addirittura prenotato due volte, per poi non presentarmi ovviamente. In compenso ho portato a casa un bel 28 e un 24 inaspettato, credevo di meritare un 18 scarso, invece sono stato ben ricompensato delle mie fatiche.
Poi perché non ho postato niente? Ah sì, ho partecipato ad un Flash show, scoprendo che le mie doti recitative si limitano al fare la prostituta o Lady Gaga. Ho un futuro come travestito insomma!
Cos'altro è successo che mi impedito di postare-? Boh, non mi ricordo, diamo la colpa alla pigrizia.
Aggiungerei anche la rinata passione per la Rowling...Fottuta bastarda, mi fai sembrare un fanboy, e la cosa non mi aggrada.
Posso parlare di vita vissuta, sì! L'altro ieri, anzi, tre giorni fa vista l'ora, ho preso un nuovo cellulare, un Nokia 5230. L'ho trasformato in un "iNokiaPhone", e devo dire che con 120 euro mi sono fatto un ibrido fantastico tra un iPhone e un Nokia, ben migliore dell'originale iPhone. Eh, ma ha la macchinetta buona, lo schermo retina...'sti gran cazzi, 500 euro non li ho per un cellulare che può essere emulato da un buon Nokia.
Poi be', sì, ho scoperto un'altra persona interessante questo mese; e pensare che non la potevo sopportare agli inizi. Forse perché all'epoca non ero molto aperto.
Grazie di sopportarmi Fò! Soprattutto in questo periodo di confusione tra un esame e l'altro. Quando sali a Roma, un kebabbone per sdebitarmi non le toglie nessuno -le mie finanze languiranno per quando verrai purtroppo-.

Ed ecco che si capitola al nocciolo della questione. La mia smodata voglia di regalare cose alle persone a cui voglio bene. Perché, perché? PERCHÉ?! Avessi tanti soldi...no, non li ho! Mi pare una cosa recente devo dire, massimo un anno. Mi rincretinisco più il tempo va avanti? Speriamo di no, speriamo vivamente di no.
Ho anche scoperto una malsana - non è vero che è malsana vista la scarsa frequenza - passione per i cocktail. Aiuto, sto diventando un adolescente verso la fine della mia adolescenza?

Umh, che posso dire ancora? Ah sì, devo farmi le sopracciglia, sta tornando la flora monociglica. Come dice la Gilette for her?
Rasa il pratino ♪
Che squallore...un po' come lo slogan maschile -Quello che gli uomini vogliono.- Siete proprio sicuri che il primo pensiero nella vita di un uomo sia farsi una rasatura perfetta?

Avrei da ridire a riguardo, cari pubblicitari...

giovedì 16 giugno 2011

O.

Mettetela quella cazzo di acca davanti alla o. Preferisco vedere scempi quali "Non so se scegliere questo ho questo", piuttosto che vedere un verbo mutilato.
Come si dice? Melius abundare quam deficere!

Santa Wikipedia da Norcia XD

giovedì 19 maggio 2011

Domani è un altro giorno

Noioso aggiungerei. Purtroppo non ho né la forza, né la tenacia di Scarlett O'hara. E poi mi manca un Rett, nel mio caso unA, da riconquistare. Quindi quanto appena detto era inutile, ma volevo comunque dirlo.
Se vogliamo un senso ce l'ha, ma la cosa è molto forzata devo dire. Mi sto accorgendo che tutte le cose che vorrei fare, sono cose che andrebbero fatte con una dolce metà. Prendere un treno e andare chissà dove, organizzarsi a buffo e partire, stare in una bettola pur di visitare una grande città, godere solo della compagnia reciproca...
A volte me ne accorgo tardi, quando ormai ho detto la frase di incitamento. A volte è un bene non essere presi sul serio, a volte è snervante.

Non ricordo più quella sensazione, quel brivido, quella strana tensione.Forse sarebbe stato meglio non sentirla affatto. Un assaggio di un mondo che purtroppo mi è piaciuto. E non parlo del sesso, parlo della sensazione di avere qualcuno vicino. Ho sempre creduto di essere un tipo a cui non piacciono queste cose, invece non è così.

Sarà egoistico, ma se ti fidanzi anche tu mi sentirò veramente morto.


E sete tutti accoppiati. E 'nate 'mpo a morì ammazzati! (Toni scherzosi, che qui si fraintende un pochino troppo)

sabato 14 maggio 2011

Rileggendomi...

Un titolo alla Laura Scimone, un'introduzione alla Yotobi e le solite influenze Littizzettiane a condire il tutto.
Ah sì: Salve Bloggers!
Salve a chi poi, che siete in tre a seguirmi e per di più in differita. Anzi, quattro.
Mi sono rimesso a leggere i vecchi post. È stato quasi nostalgico, ero un Amerigo diverso, più chiuso, più rilegato che tentava di uscire dalla propria prigione mentale. Non che ne sia uscito, ma riesco a vedere delle piccole differenze.
Sono solo sette mesi che scrivo qui dentro, eppure mi sembra che sia passato molto più tempo. Me ne sono successe di cose in sette mesi. Ho iniziato l'università, sono uscito con una ragazza - rompendo la mia situazione di zitellaggine per ben due settimane -, sono stato vittima di un cinquantenne folle, ho conosciuto la mia nipotina, ho incontrato gente nuova, sono caduto in una depressione mistica, il mio occhio sinistro è andato a farsi fottere, ho scoperto il Perspirex, sono andato a Milano con due completi sconosciuti, ho conosciuto la Cabello, ho scoperto che la mia zia adorata ha il cancro, mi sono aperto tantissimo con una persona fantastica che non sto qui a nominare, eccetera eccetera...

Ok, non sono tante cose, ma considerando lo zero di partenza delle mie esperienze, mi pare un bel traguardo! Anche se due-tre cose, preferirei non fossero accadute.
Magari il prossimo passo sarà concedermi l'agognato pianto che rimando da mesi; adesso sarebbe solo uno sfogo a buffo, visto che non sto personalmente male, né psicologicamente, né fisicamente - occhio a parte, ovvio -. Sarebbe solo il culmine del mio cammino verso la sanità mentale, ma ovviamente quel minimo d'orgoglio, e mio padre che deambula di notte, mi impediscono di compiere.
E pensare che sono uno di quelli che dice sempre che piangere fa bene.

venerdì 29 aprile 2011

M a t t a t a : emme a ti ti a ti a

Ahhh! Il mio cervello continua a suggerire la fuga.  ...e anche una variante di vocale, ma non voglio ammorbare nessuno con le mie astinenze forzate
Dove posso andare il primo maggio? Dato che piove, e non ho alcuna intenzione di stare a casa di amici, cosa posso inventarmi? È appurato che la mia pigrizia mi impedisce di uscire di casa senza una meta ben precisa, ma soprattutto senza un minimo di compagnia.
Non socializzo con gli sconosciuti, o meglio, ci metto molto più tempo del dovuto, quindi è scartata l'idea di andare in giro a buffo. Poi io odio la gente.
Parliamoci chiaro, non mi va di prendere un treno, arrivare al paese e andare a casa di qualcuno. No! E per una volta nella vita, lo sto dicendo da persona lucida. Dovrei farmi un'ora e venti minuti di viaggio, per stare su Facebook? No grazie. Poi la gente si stupisce se me ne esco con: -Mi rode il culo-. Grazie alla nerchia?
Voglio andare per prati il primo maggio, voglio sporcarmi di terra,  n o n  v o g l i o  stare su un divano a ingaggiare una lotta all'ultimo sputo in faccia, per trovare qualcosa di divertente.
Sì, la lotta all'ultimo sputo in faccia è divertente, ma non è una valida alternativa ad una scampagnata.
Non mi prendono mai sul serio quando dico che vojo fa 'na mattata. Thor Santissimo, sto organizzando le vacanze con un amico dell'università che conosco da novembre, una cosa che fino ad un mese fa non avrei mai fatto, volete prendermi sul serio quando pronuncio la parola  M A T T A T A ?
Sto scoprendo questo lato di me, che a mio dire è uno dei pochi positivi, e sfruttatelo una buona volta!

lunedì 18 aprile 2011

Air Max

Ventata di novità, odore di pulito, aria fresca. Ecco ciò che voglio: rompere il mio guscio. Mi ha stancato, logorato, distrutto. L'ho assecondato, sono stato io a costruire le fondamenta, a costruire i pilastri, a renderlo ignifugo...ma ora basta! Sono anni che assecondo questo muro psicologico impilando mattone su mattone. Non credevo di poter giungere alla saturazione così rapidamente, invece è successo, così per caso, durante una chiacchierata. Mi sono finalmente accorto di essere io l'artefice delle mie depressioni croniche, di essere io solo, a rovinarmi le giornate con stupidi romanzi mentali; mi sono stancato di stare al buio a crogiolarmi nell'autocommiserazione. Basta. Ho sempre dato la colpa alle circostanze: -eh, sono state le medie a rovinarmi- -colpa di mia madre che è un po' idiota- -sono sviluppato con 3 anni di ritardo- ...'ste robe qui. È vero che non erano condizioni di massima piacevolezza, ma avrei potuto ribellarmi accidenti, me ne accorgo solo ora. Sono bastate due parole: quattordici anni. Stessa situazioni io, a diciannove. Un po' in ridardo direi.
Che cazzo facevo io a quattordici anni? Niente per la miseria, niente. Ed ora che sto finalmente vedo uno spiraglio di luce inizio a capire, non avrei dovuto fare chissà che, sarebbe bastato reagire prontamente. Invece di invidiare gli altri, avrei dovuto semplicemente essere più aperto. C'è tempo per ogni cosa  -imprevisti a parte- ed ho capito di dover compensare gli anni persi, non recuperare, solo compensare ciò che non ho avuto.
Io sono una persona allegra, con sprazzi antisociali è vero, ma non sono fatto per stare in disparte, me ne accorgo solo ora, queste forzate solitudini non fanno altro che uccidermi dall'interno.
Ho capito di volermi divertire, che non devo crogiolarmi in cazzate. Ho capito che non esiste nessun nuovo Amerigo, ma solo una persona imprigionata dai suoi pensieri.
Ah, il titolo del post, bé, ho fatto una mattata, ho comprato delle scarpe costose, alla faccia de chi me vo male! Non so perché, ma considero questo gesto una delle prime falle nel mio personale muro del pianto.

Se scrivo un altro "ho capito" mi danno un premio per le ripetizioni inutili.

domenica 20 marzo 2011

Vietato ai minori

Premetto che è un esperimento mal riuscito.

-Vietato di cosa?- Disse l'incauto lettore.

Era tardi, oltre mezzanotte, il nostro adolescente represso decise di scrivere un post, un post particolare direbbero in molti; un post romanzato. Sì, una piccola parentesi letteraria di basso lignaggio, così, per passare il tempo.
L'argomento da trattare era tanto emblematico quanto superficiale, la restrizione dei film per i minori.
Un bel dilemma per il giovane blogger depresso, perché restringevano determinati film, ed altri no? Per quale motivo, una cosa così naturale come la sessualità, doveva essere bandita, messa ai confini del tabù, mentre un omicidio, la brutale e innaturale privazione della vita, catalogata come un qualcosa di normale e quotidiano?
Continuava a scrivere e suoi pensieri viaggiano alla ricerca di una risposta; film per tutti, bambini accompagnati, solo adulti, vietato ai minori. Un film per tutti conteneva spesso assassinii, stupri, violenze, mutilazioni; ma allo spuntare di un seno nudo, neanche fosse una creatura mostruosa,  l'ardua sentenza: -TU NON PUOI PASSARE!- Il guardiano della sanità mentale infantile proibisce la visione di cotanto abominio.
Che sia il ragazzo ad avere problemi...però in cuor suo sapeva di avere ragione, sentiva risonare nella propria mente le sue motivazioni.
"Hai ragione". Pensò "Inutile dare peso a questa cosa"
Passavano i minuti, di lì a poco si sarebbe dovuto coricare, contro voglia, contro tutto; ma doveva.
Era passato un giorno ormai, ma il dilemma persisteva, vivido, come un marchio a fuoco.
-È inutile darsi pena, Amerì...lasciamo perdere-
Aprì la home di Facebook, selezionò lo stato è scrisse:
-In sintesi, perché mai una scena di sesso non è adatta ai minori, mentre un folle che ti strappa un occhio con un arpione sì? -

giovedì 17 febbraio 2011

Sia maledetto, nel nome di chiunque

Io odio San Valentino. Lo detesto, sia come santo che come festività... e non mi vergogno a dirlo, che è per invidia. Tutta quella gente che dice -no, mica è perché a San Valentino sto sola a casa a strafogarmi di gelato, è come festa che mi fa schifo-, mi fa altamente pena. Non ho la benché minima idea di quello che significhi passare una giornata stereotipata, basata sullo spendere-pomiciare-spendere-pomiciare-spendere-chupadance. Un po' mi ci rode, vorrei capire perché tutte queste persone sono, diciamo, felici. Quindi sì, ogni 14 febbraio mi gira male, divento una iena, che ho scoperto di recente, può piegare l'acciaio con i denti. Basterebbe piegare le colonne vertebrali a me.
Tutte quelle maledette coppiette che si saltano addosso in metro, mi fanno salire la bile fin sopra i capelli, in un mix di odio e istinto omicida. Immagino sempre di sprigionare un campo magnetico verde dai piedi, in tinta con gli occhi, e uccidere tutte quelle persone che hanno una parvenza di felicità in quel luogo angusto che è la metropolitana. Però niente, nessuno cade a terra esanime, nessuno spira davanti ai miei occhi. Non prendetemi per matto, ma bisogna avere un buon rapporto con il lato oscuro di sé stessi, per non perdere il controllo; nel pieno della mia ignoranza, non mi ricordo chi abbia espresso questo concetto, ma ha la mie più sentite approvazioni.
Eccomi qui, a parlare di una maledetta ricorrenza, che vorrei non fosse maledetta. Quelle cose contorte, desiderare ciò che si odia.
In più, ho anche la scusante che mi rode per via dell'occhio, il mio gentilissimo occhio sinistro, che ha deciso di palesare uno scotoma di dubbia provenienza da un giorno all'altro.
Grazie occhio sinistro, con questo ho risolto il problema delle giornate noiose, quelle senza rivoluzioni testicolari.
Ringrazio anche voi, cari polmoni, che avete avuto l'idea geniale di attaccare l'unico parente decente che potrebbe durare fino alla mia vecchiaia. Grazie. E grazie anche a miei, che probabilmente sono marci allo stesso modo. Ringrazio inoltre, chi ha avuto la geniale idea di farmi conoscere un mondo che non rivedrò più.
Fanculo anche te, che ti senti 'sto cazzo sceso dal cielo. Fanculo anche la sveglia, che domani suonerà alle 6, ed io avrò i peggio malanni perché sono stato tutta la mattinata sotto l'acqua.
Grazie, fottuta bastarda, che hai sostituito la figura di mia nonna per undici lunghi anni e poi sei sparita per un pugno di euro, grazie. Il mio sogno ricorrenti è ficcarti sotto con la macchina, dopo 10 anni. Pensa tu come posso esserci rimasto.
E grazie, cara madre, di avere avuto la geniale idea di aprire un ristorante e rovinare quel poco di salvabile della mia adolescenza. Non crederti di esserti salvato, grazie anche a te, padre insoddisfatto, che lo so che avresti voluto un fan del pallone che si scopa tutto il quartiere, suore comprese. Mi dispiace, davvero, avresti preferito un maschio alfa, con il crocefissone d'oro e i testicoli tatuati come un pallone da calcio, lo so. Invece ti devi accontentare di uno che odia lo sport in generale e ha aspettato 19 anni prima di combinare qualcosa... Ma tutto sommato non mi posso lamentare affatto, tra un eccesso e l'altro siete sempre stati comprensivi, capire un figlio strano come me ce ne vuole, e me ne rendo conto.
L'unico, vero ringraziamento va a quella schiavista di mia sorella, che anche se è un po' una dittatrice e si guarda Uomini e donne, è l'unico esempio di vita che voglio seguire, dopo tutto il male che gli hanno fatto è ancora in piedi, più forte che mai, con due fantastici pargoli sotto un regime di luce, a volte un po' fioca, ma sempre luminosa.

sabato 15 gennaio 2011

A'more Terno Tre: Il caos

Siamo giunti al terzo capitolo dell'amore eterno. Pare la saga si Shrek; mi devo quindi rimboccare le maniche per trovare un capitolo finale. Vediamo cosa posso trattare oggi. I fiori di plastica, no. Le frasi sgrammaticate, no. I tradimenti, no.Qualcosa di diverso. Storielle già scritte, ma troppo corte per essere trattate da sole.

12enni

Nasce, cresce, corre...Sviluppa, fa più sesso di me, muoio prima io.
Perché è così che funziona, i bambini fanno sesso, più dei genitori aggiungerei. Dodici anni, primi peli pubici per i più fortunati, primo rapporto orale ricevuto da almeno 6 mesi. Roba che io a dodici anni non avevo alcun interesse sessuale, stavo lì, a giocare a Tomb Raider e neanche guardavo il sedere scolpito di Lara Croft. E neanche i miei coetanei combinavano niente, la cosa più spinta che ebbi mai visto all'epoca, fu una pomiciata davanti a tutti a fine lezioni. Adesso no, la cosa meno spinta che si vede nelle scuole, è un fellatio tra una lezione e un'altra al compagno di banco. SIETE MATTI?
Questa mania di bruciare le tappe non la capisco proprio, cosa c'è di bello nell'arrivare a trent'anni, col desiderio sessuale del tuo bisnonno in coma? Con le esperienze di un attore pornografico conseguite nel primo anno di superiori, per di più. Date tempo al tempo, non siate frettolosi che non serve a niente, calmatevi.
Cari ragazzi e care ragazze, anzi, bambini e bambine, provate a non calarvi le mutande a dodici anni, contate fino a diecimila: uno, due, tre, leva le mani dalle mutande, quattro, cinque, sei, sette, rimettiti i pantaloni, otto, nove, dieci, prendi i gormiti e gioca, undici, dodici, tredici, aspetta di avere un'età adatta, quattordici, quindici...
Non date retta ai luoghi comuni: -eh, se non fai sesso a 12 anni sei out- -Ancora non hai combinato niente? Ma sei decrepita- -Non l'hai mai preso in bocca?! Hai 13 anni, se non lo fai adesso quando lo fai, quando hai un'età matura per decidere?- -Cosa? Non hai mai pomiciato? Io a 12 già m'ero trombato tua zia-

Albano e Romina

Io non ho mai sopportato le coppiette sdolcinate. Non c'è niente da fare, mi fanno venire il latte alle ginocchia, mi vien voglia di cavarmi un occhio e lanciarglielo a mo di minaccia. Che urto!
Ci sono vari tipi di coppie smielate, quelle sdolcinate, quelle che parlano come Albano e Romina, quelle futuriste, che inventano soprannomi pucciosi, restanto al passo con i tempi: -Sei la mia CPU ed io sono la tua scheda video-.

Oppure quelle sofisticate: -Sei l'uovo di storione sulla mia tartina dell'amore.-

I medici: -Noi siamo come il laccio emostatico e il braccio-

I meccanici: -Sei il mio spinterogeno ed io sono la tua candela.-

Ma i peggiori sono quelli religiosi: -Sei il mio crocefisso ed io ti tuoi chiodi.-

Insomma, una roba assurda, che ti viene da pensare se sei tu quello con dei problemi, o se sono loro. MA, c'è di peggio. C'è di peggio. Ci sono quelle coppiette odiose, che si chiamano ogni 5 minuti, quelle coppiette così smielate, che solo a guardarle ti spuntano i brufoloni da nutella.
Sono una razza protetta, come i panda. Solo che i panda ispirano tenerezza e affetto, le coppiette odiose ispirano violenza e affetto...sì, affetto, voce del verbo affettare, ti affetto il cervello! Io dico, bisogna per forza dimostrare  27 ore su 24 il vostro amore al mondo? C'è proprio bisogno?
Magari siete usciti tra amici, stranamente la sua LEI non c'è; LUI è lì con voi, però non parla, non mangia, non cammina. Che cosa farà mai? Scrive sms alla sua amata. Possibile che non riuscitate a stare separati per due ore? Vi risulta così difficile?
La cosa più bella è quando si lasciano; io in genere mi diverto a sentire se sono rimasti in contatto.
-Senti, ma con Valchiria? Come va?-
-Eh, ci siamo lasciati. È proprio una troia.-
Ma come? Non era la tua trottolina amorosa pitipù-patapà? Eh, la coerenza, in amore proprio non esiste.

giovedì 13 gennaio 2011

Maggiore età

Sì, sì, sì. Parlo proprio dei 18enni, quella categoria di adolescenti inutile. Tutti i miei coetanei erano contenti di diventare maggiorenni, io ovviamente no. Non ho mai visto i lati positivi di questo passaggio obbligatorio. Come prima avvisaglia di tale cambiamento, mi arrivò la l'invito a votare un non-so-ché al comune di non-so-dove.
Che bellezza! Un altro cambiamento, è la patente - Fulmini e saette - la patente! Quella tesserina rosa come la maglia effeminata di un ciclista, utile come un brufolo sul naso se non si ha una macchina da guidare. Insomma, l'unica soddisfazione è presentarla quando vengono chiesti i documenti. Per prendere questo pezzetto di plastica bisogna ovviamente sostenere un esame adeguato...tra molte file di virgolette, direbbe Yotobi. La mia esaminatrice, la Dolores Umbridge italiana, con tanto di capelli, vocetta e merletti, mi fece guidare per mezz'ora per poi dirmi: -Eh non lo so se darti la patente, hai guidato bene, ma non hai visto il signore che stava quasi attraversando (terrei a precisare che stava sul marciapiede con sguardo da triglia), per non hai fatto errori...ummh, firmi qua-. C-CHE cosa? Ma sei demente, se non sei sicura non me la dai la patente, non ti metti a fare "essere e non essere", mancava solo che scendessi dalla macchina per cogliere una margherita: -lo promuovo, non lo promuovo, lo promuovo, non lo promuovo-.
Sarò strano io, ma se una cosa non me la merito, non la voglio, in più una cosa importante come la patente!
Non guido da settembre, accidenti, non guido da settembre. Non mi piace guidare, è vero, ma almeno per non dimenticare quale sia il pedale della frizione.
Un'altra cosa che non sopporto, sono le feste del 18° compleanno. Io detesto queste feste, dal profondo del mio scroto, le odio come non mai! Io sono andato controcorrente, una festa con 6 persone, me compreso. Tutti quelli della mia classe che hanno festeggiato, tranne una (stima per Chiara) hanno invitato mezzo mondo, compresi i peli pubici di Chuck Norris. Una festa in pompa magna! Con tanto di bomboniere verdi di dubbio gusto. Oh-vostro-Dio, bomboniere, bomboniere per condividere la gioia con gli amici. Bomboniere che generalmente si riciclano-barra-buttano. Che cosa pacchiana, kitchissima come le minigonne pezzate tipo mucca. Una roba abominevole! Per non parlare dei ristoranti scelti; se non hanno 10 stelle sulla guida Michelin, non sono degli di nota.
E pensare che io ho festeggiato al cinese. E adesso gli amici mi copiano pure:
-Dove lo fai il compleanno?-
-Al cinese...-
Copioni del cazzo.

venerdì 26 novembre 2010

Harry Potter e la sessualità perduta

Una delle mie saghe preferite, non c'è che dire. Se non fosse per il fatto che la Rowling ha fatto delle STR, delle esse-ti-erre, delle es-ti-ar...
Delle stronzate.
Iniziamo dal target dei libri. Il primo libro, Enrico Vasari e la pietra filosofale, trama leggera e scorrevole, presentazione dei personaggi, Harry scopre di essere un mago, scopre famoso per essere sopravvissuto al malefico mago che non può essere nominato, che probabilmente verrà ucciso dal suddetto mago, che potrebbe resuscitare da un momento all'altro e ucciderlo. Il target va dai bambini di 7 anni in su. Infatti il libro è pieno di filastrocche, indovinelli, animali fatati, folletti e montagne russe in banca. Passiamo al secondo libro, Enrico Vasari e la camera dei segreti. Gli argomenti già si fanno più interessanti, Harry è in pericolo costante di morte, viene ingannato da un elfo domestico che cerca solo di salvargli la vita, scopre un diario senziente, la sua migliore amica viene pietrificata, uccide un serpente mitologico gigante, scopre che colui che non deve essere nominato, Voldemort, non era altro che Tom Riddle, un secchione affascinante amato da tutti i professori e nonché il propietario del diario senziente. Il target quindi, sale di 2-3 anni, rendendo il libro adatto ai bambini dai 10 anni in su.
Eccoci giunti al terzo libro, Enrico Vasari e il prigioniero di Azkaban. Come volevasi dimostrare, anche qui il taget sale di una, due tacche. Harry scopre che esiste una prigione dei magi, dove è imprigionato colui che ha venduto i suoi genitori a Voldemort, Sirius Black, Sirio Nero, ovvero colui che ha ucciso anche l'amico grassoccio del padre, un certo Peter Minus, Pietro Minuto, assassinato insieme ad una decina di Babbani, la gente normale. Tale prigione è protetta da esserini immantellati senza occhi che ti succhiano l'anima, i dissennatori, i quali hanno una predilizione per Harry e vogliono succhiare la sua anima ad ogni costo. Manco fosse Bill Clinton e i dissennatori Monica Lewinski. Metà libro si incentra sulle notizie della fuga del prigioniero, che giungono ad Hogwarts quotidianamente. Harry scopre che Sirio Nero non è altro che il suo padrino e inizia a giurare vendetta, ma nel frattempo arrivano strani regali, come la favolosa scopa ultra moderna con la quale vincerà il torneo di quiddich, lo sport  dei maghi. Negli ultimi capitoli però, si scopre tutto, Sirius Black non ha tradito i suoi genitori ed è stato in galera per niente ed è stato lui ad inviare i regali ad Harry. Peter Minus non è morto, ma è in realtà il topo del suo migliore amico, il roscio, che si nasconte in casa sua da quasi 13 anni; Harry scopre che il suo professore preferito è in realtà un lupo mannaro, migliore amico del padre che ha aiutato Sirius ad entrare a scuola, perché ha capito la sua innocenza tramite una mappa magica creata anni addietro, la quale ha rivelato il nome di Peter Minus che dovrebbe essere morto, ma in realtà è vivo!!! Ovviamente dovete leggere quest'ultimo pezzo tutto d'un fiato, senza riprendere mai respiro, c'è molto più pathos così.
Il libro però non è ancora finito, si scopre che Hermione Contadini, l'amica di Harry, possiede una specie di macchina del tempo portatile e Enrico e l'amica viaggiano nel tempo per poter salvare un uccello mitologico per portarlo a Sirius prima che venga ucciso dai dissennatori!
ARGH! Io credevo che questo fosse il libro più intricato della serie, ma mi sbagliavo.
Enrico Vasari e il calice di fuoco. Oh, finalmente si inizia a ragionare, primi peli pubici per Enrico, ecco che iniziano a girare gli ormoni; spuntano le prime cotte ed Hermione si da fare con un bulgaro tutto muscoli e poco cervello.
Ma di sesso neanche a parlarne. Avessi mai letto la parola masturbazione in tutti e sette i libri. Non è cattiveria, ma un adolescente, maschio o femmina che sia, ha in mente una sola cosa, il sesso. Ma ti pare che tra un incantesimo e l'altro, Harry non c'ha mai il tempo di tirarsi una sega?
Tornando a noi, tralasciando le polluzioni notturne che affliggono Harry per ovvi motivi, il nostro maghetto è stato imbogliato! Gioia e gaudio, ad Hogwarts c'è il torneo Tre maghi, famosissimo torneo all'ultimo sangue per tre maghi elitti da un mistico calice colmo di fiamme. Il calice di fuoco insomma! E cosa succede di strano? PUFF, dopo il terzo nome, esce anche quello di Enrico. Eh sì, perché non era abbastanza sfigato, non gli bastava aver perso i genitori, essere perseguitato da un mago senza naso, essere preso di mira perché parla con i serpenti e mal visto perfino dal migliore amico. No, non era abbastanza. Il nosto eroe si ritrova quindi a dover affrontare Draghi, sirene furibonde, labirinti magici e un mago pazzo.
Sintetizzando al massimo, uno dei partecipanti viene ucciso da Pietro Minuto, il vero cattivone del terzo libro, dopo di che, Lord Senza Naso (Voldemort) resuscita. E ovviamente, Harry sopravvive allo scontro.
Il libro finisce che nessuno crede a Harry, ovviamente, chi crederebbe ad un adolescente? Ovviamente il ragazzo morto (Cedric Diggory), inutile ai fini della trama, è morto così, di sua spontanea volontà.
Niente sesso comunque.
Passiamo oltre, volume quinto, Harry Potter e l'ordine della fenice. 800 pagine magnifiche secondo me, se non fosse per il fatto che oltre a qualche pomiciata non si veda altro. Io dico, hai rischiato di morire, non una, non due, non tre, bensì quattro volte di seguito, fatti questa sana fornicata, così muori con il cuore in pace. Invece no, che cosa fa il nostro Potterino, a malavoglia crea un gruppo per addestrare gli altri studenti alla difesa contro le arti oscure, si fa sottomettere da una donna-rospo infiocchettata di rosa ed inizia ad avere delle visioni mistiche su Voldy. Nel frattempo i partigiani (l'ordine della fenice) si organizzano per sventare gli attacchi di Voldy, sì sempre lui. Vi rovino la trama, muore il suo padrino, per colpa sua tra l'altro. Tutto il libro gira intorno ad una profezia, che ascoltata da Voldemort 15 anni prima, avrebbe permesso a quest'ultimo di uccidere i genitori di Harry, autocondannandosi, perché facendo così, non solo sì è quasi ammazzato, ha anche creato un nemico. Alla fine il mondo riconoscerà la rinascita di Voldy, chiedendo scusa a Harry in tutte le lingue del mondo, compreso il serpentese.
Passiamo al sesto, sarò rapido, molto rapido, Harry fa comunella con Dumbledore (Silente per i nabbi) cercando di scoprire il passato di Voldy viaggeranno per i ricordi della gente che l'ha conosciuto. Si scopre così, con somme difficoltà nel libro, con somma facilità detto da me, che Voldemort ha diviso la sua anima in sette parti bla bla bla, non ci interessa, Harry, ti sei messo con la sorella del tuo migliore amico, che tra l'altro è allupata nera da 6 libri, che non aspetta altro che saltarti addosso da sei lunghi anni, vuoi darti da fare invece di salvare il mondo? Tanto finirà, Voldy o non Voldy, Giacobbo ha sentenziato, nel 2012 saremo tutti morti, fattene una ragione.
Il libro finisce con la morte di Dumbledore per mano di Snape (Piton per i nabbi, Renato Zero per gli italiani), ovvero il professore che non si lava i capelli da decenni.
Funerale di Silente, lacrime varie, fine libro.
Settimo libro, Harry distrugge i frammenti dell'anima di Voldemort, muore un sacco di gente compreso Voldemort stesso e finalmente Harry fornica.
Come, dove, quando non si sa; a noi non è dato saperlo. Jay, Jhoanne, J, giei, ma ti costava tanto fare un capitoletto in più? Capitolo XX "Harry scopa". Non dico un racconto erotico, non sia mai, già la chiesa ha rotto le cosiddette perché è un libro "satanico", secondo loro, ma almeno un accenno, tanto per far capire che anche ad Hogwars ci sono gli ormoni in circolo! Invece di trovare i modi più bizzarri per mutilare i protagonisti, potevi soffermarti di più sull'aspetto adolescenziale? Harry che sente delle strane pulsioni per esempio, Harry che esce dal bagno con una foto di una strega/modella, Harry che viene scoperto a giocare con i righelli, Harry che fa degli incantesimi a sé stesso...Ma ti pare che un adolescente frustatrato, che un'infanzia come la sua, con un'adolescenza travagliata come quella, non cerchi conforto nell'autoerotismo o gli incantesimi di "Enlarge your Penis, i trucchi dei maghi mandrilli"? Jhoanne, hai tutta la mia stima, mi hai fatto conoscere il mondo della lettura, mi hai dato una fissa per i tuoi libri che forse non mi toglierò mai, ho comprato perfino l'edizione inglese dell'ultimo libro, quindi mi devi un favore, un ottavo libro: Harry e la sessualità perduta, dove metti quello che non hai scritto nei precedenti libri, niente di speciale eh, ricordati solo quando eri un adolescente e scrivi. Se non ci riesci, chiedi a cosa pensano tua figlia e il suo ragazzo se ce l'ha, sennò accontentati di un amico, vedrai che cambiarai il modo di vedere il tuo maghetto preferito.

martedì 23 novembre 2010

A'more terno cciù (2)

Nuova moda. Nei social network, spopola questa nuova frase ad effetto: -♥ Le regalò 12 rose... 11 vere, ed 1 finta. E le disse: ti amerò fin quando non moriranno tutte le rose. ♥-
Che cosa romantica, che cosa dolce, mi sta quasi venendo il diabete. MA COSA? Romantico de che? Grazie ar cazzo che quella finta nun more, è de plastica d'annata, made 'nchina con furore! E suuu!
Adesso, non voglio distruggere i sogni d'amore della gente, non sia mai, ma questa frase è di uno squallore abominevole. Analizziamo la cosa da un punto di vista logico e oggettivo; sono 11 rose e un pezzo di plastica dalle fattezze rosi-formi. Undici rose sono vere, una no. Undici rose moriranno, una no. Continuamo. Undici rose sono destinate a morire, una no...e perché? Forse perché non è una rosa? Non sarà perché non conteniene linfa vitale?
Ciò significa, che una volta appassite le rose vere, rimarranno solo le cose finte, le menzogne, la falsità, per l'appunto la rosa di plastica.
Romanticismo zero secondo me, e lo dico io che a romanticismo sto a meno 273 della scala celsius. Non sarebbe più fantasioso regalare 10 rose e un cactus, che almeno quello non appassisce mai? Non è bello da vedere, è vero, c'ha le spine, è vero, ma vuoi mettere che con un po' di fantasia si trova una frasetta ad effetto per quella piantina grassa semi-immortale?
Non è più pratico? Va be' che in quanto a secsaggine e romanticherie faccia schifo, ma mi pare più fantasiosa come cosa. O ancora meglio, 10 rose e un pino, un sempreverde. -Amore, questo pino non appassirà mai, come i nostri sentimenti- Che già è una mezza stronzata, ma possiamo sorvolare.
Devi proprio regalarle la plastica, demente che non sei altro? Ingegnati, sii fantasioso, sii anticonvenzionale. Se fossi donna lascerei subito un tipo che mi regala rose finte.
Vuoi proprio regalarle una rosa finta? Che sia di legno, di swarotzki, di deiezione felina, ma non di plastica! Non c'è niente di più triste della plastica.


Miii, erano 10 giorni che non postavo niente...E cosa posto? Una roba iniziata quattro giorni fa.

martedì 2 novembre 2010

Immondizia

Cari italiani, la smettete di buttare la spazzatura per strada? Vi risulta troppo difficile sputare quella dannata gomma in un cestino?
Non c'è niente da fare, noi italiani siamo dei maiali, abbiamo la malsana abitudine di buttare tutto a a terra; poi ci offendiamo se ci vengono a dire che siamo dei porci! Ma non saremo matti? C'è gente che butta il corredo di nozze già nel Tevere, e poi ci lamentiamo se ci sono rifiuti nelle acque italiane. Grazie al cazzo!
Per non parlare delle sigarette; Roma e un posacenere hanno poche differenze, soprattutto se è uno di quei posacenere con il Colosseo al centro.
Un'altra cosa in cui siamo maestri, è lo scarica barile: -Sono stati i turisti, sporcano sempre- Ma sporco di cosa, che sono più educati di noi, i turisti? Soprattutto i giapponesi, i giappi. Stavo in stazione, ad un uomo cade una moneta dalla tasca. Arriva il giappo; e cosa fa? Prende la moneta e cerca di seguire l'uomo per restituirgliela. Peccato che il tizio in questione non abbia compreso e si sia allontanato troppo.Infine, il giappo, rassegnato, si è intascato la monetina con somma tristezza. Roba che un italiano, non solo se la sarebbe intascata, avrebbe seguito in tizio nella speranza che fossero altre monetine caduche.
Noto sempre più spesso che sono i miei coetanei ad insudiciare le strade, chi con con sforzo, come i cretini che imbrattano muri e marciapiedi, chi con nonchalance, che sarebbe capace di buttare un pannolino sporco in un tombino,
Io però, vado contro corrente, sono uno di quelli che tenta, anche con violenza, di non far sputare le gomme da masticare in terra.
Prima o poi me l'attaccano in fronte.

lunedì 1 novembre 2010

La storia del Barattolo

L'avete mai letta la storia del barattolo? Quella del professore di filosofia che riempie un barattolo di maionese con delle palle da golf. Poi insoddisfatto che fa? La riempie di biglie, di sabbia e poi di due bevande. E come spiega tutto ciò? -Il barattolo è la vita, le palle da golf i nostri cari, le biglie il lavoro, la scuola, la macchina, Grey's Anatomy in prima visione; la sabbia è il resto, tutto ciò che ci circonda. Ah sì, infine ho versato il succo di ravanello perché c'è sempre posto per una bevuta con un amico-
Che racconto bellissimo...come un calcio nell'inguine! Ogni volta che mi imbatto in questa poltiglia di parole messe a casaccio mi viene da urlare. E ogni volta trovo l'emerito deficiente che annuisce con fare profondo, sussurrando quando sia profonda la storia.
Ma BASTA! Sono 10 anni che ci torcete i testicoli (o le ovaie) con questa storia, basta! Non ne posso più. È come un cancro, credi di averlo sconfitto e invece no, è di nuovo là, spunta fuori come i funghi. Ci voleva una storiella su un barattolo pieno di palle da golf, per farci capire che la vita è una sola e che dobbiamo amministrarla con giudizio? Non bastano i telegiornali con i quotidiani bombardamenti di incidenti, morti sul lavoro, morti in discoteca, morti di malattia e morti di catastrofi? Sicuri che sia una bella storia? No, perché mia nonna mi consiglia di vivere ogni volta che la vedo, eppure non ha una laurea e tanto meno utilizza delle metafore così banali.
Ma la cosa più avvincente, è il cambiamento della bevanda a seconda della versione. In una il professore versa due pinte di birra, forse la versione tedesca del. racconto; in un'altra 2 tazzine di caffè, versione palesemente italiana, visto che solo noi beviamo il caffè in tazzine minuscole; probabilmente esiste anche la versione per i ricchi, il barattolo di maionese, diventa un anfora romana da collezione, le palle da golf diventano smeraldi, le biglie diventano delle perle del Bengala, la sabbia diventa polvere d'oro e la bevanda degli amici diventa champagne.
Basta con questa storia, non è bella, è la semplice presunzione di un tizio, convinto di poter motivare dei ragazzi con una stupida metafora. Ma secondo te, se non mi motivano le notizie di decessi di adolescenti, mi può motivare un barattolo di Calvè?

domenica 24 ottobre 2010

A'more terno

Di adolescenti che credono nell'amore eterno il mondo ne è pieno, stracolmo. Un po' come gli umani testicoliformi.  Capita spesso di trovare dei sobri murales con dichiarazioni d'amore. Strappa lacrime? No, rigurgita bile.
-Cicci e Frufri, per sempre-
-Puzzolina ti amerò per sempre- O il peggiore di tutti, quello che istiga all'omicidio di massa: -Anto e Prisci forever-
Ma forever di cosa, che non sai neanche cosa significa e neanche in che lingua è. E sono sempre l'italiano e l'inglese a rimetterci, mai il francese o il tedesco, o addirittura l'armeno. Si trovano molto frequentemente, infatti, delle storipiature allucinanti, che neanche una bomba di LSD potrebbe provocare:
-Ti ammero per semppre sei la more dela mia vita tamo-
RRRRRRR...
         ...non so mai se piangere per il livello scadente dei miei coetanei o ridere. La maggior parte delle volte, propendo per la seconda opzione, anche perché dovrei piangere due laghi di Bracciano solo per gli errori che si trovano nei luoghi pubblici. Non pretendo un livello alto, che neanche io lontanamente sfioro, ma un livello medio. Capisco che sei giovane, pensi con i genitali e ragioni con gli ormoni, ma  surprise, anche io sono giovane, eppure riesco a capire come accentare una parola e riesco perfino a capire che l'amore eterno non esiste. E poi, a 17 anni, come puoi credere all'amore sempiterno? È una cosa inconcebile sotto ogni punto di vista. Ognuno ha le sue convinzioni...però, quando a credere che esista l'amore eterno, sia un adolescente che è oro olimpico di rotolamento da un letto all'altro, c'è qualcosina che non torna. Perché è così, non sono quelli un po' sfigati come il sottoscritto, a credere nell'infinitezza dell'amore, no, sono quelli che copulano minimo 21 volte a settimana, con altrettanti patners. Viva la coerenza.
Costa così tanto essere sinceri? -Adesso ti amo, forse tra una settimana mi farai schifo.-
Oppure un po' di coerenza, che non guasta mai: invece di scrivere per sempre, o forever, usate l'ingegno: Io e Te finché dura.